Partecipazione al convegno “Un minuto di silenzio per Giulia”

Fonte: https://www.cambiserrani.it/comunicazioni/eventi/un-minuto-di-silenzio-per-giulia

Da sx: dott.ssa Irene Lilliu, avv. Marco Pacchiarotti, avv. Alessandro Calogiuri, prof.ssa Norma Vivarelli, avv. Andrea Marini

Il pomeriggio del 28 novembre u.s, presso l’aula Magna del Liceo Cambi, si è svolta una conferenza sul tema della violenza di genere rivolta agli studenti della scuola ma aperta a tutti coloro che avessero desiderato intervenire.

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convegno sulla violenza di genere – 28.11.2023 I.I.S “Cambi-Serrani” Falconara m.ma (AN).

Siamo lieti di annunciare che lo studio legale Avv. Alessandro Calogiuri parteciperà al convegno sulla violenza di genere che si terrà il 28.11.2023 presso l’I.I.S “Cambi-Serrani” di Falconara m.ma (AN).

Locandina convegno sulla violenza di genere

Il convegno, organizzato dal corpo docenti dell’I.I.S. “Cambi-Serrani” di Falconara m.ma (AN), ha lo scopo di sensibilizzare l’opinione pubblica e le istituzioni sul fenomeno della violenza di genere, che colpisce ogni anno migliaia di donne in Italia e nel mondo. Secondo i dati più recenti dell’Istat, nel 2023 il 30,7% delle donne dai 16 ai 70 anni (6,61 milioni) ha subìto nel corso della propria vita una qualche forma di violenza fisica o sessuale. Nel primo semestre del 2023, 22 donne sono state uccise dal partner o dall’ex partner.

Lo studio legale Avv. Alessandro Calogiuri, da sempre impegnato nella difesa dei diritti delle donne vittime di violenza, interverrà nella sessione dedicata alle questioni legali e giuridiche legate al contrasto alla violenza di genere. In particolare, illustrerà le principali normative vigenti in materia, i diritti delle vittime e le possibili azioni legali a loro tutela.

Lo studio legale Avv. Alessandro Calogiuri si augura che il convegno sia un’occasione di confronto e di dialogo tra tutti gli attori coinvolti nella lotta alla violenza di genere, e che possa contribuire a creare una cultura del rispetto e della parità tra uomini e donne.

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8 marzo 2022 – evento “IL CAMBI-SERRANI E LE DONNE: GIURISTI A SCUOLA PER L’8 MARZO”

In occasione delle celebrazioni per l’8 marzo 2022 sono stato invitato presso il Liceo Cambi di Falconara M.ma per partecipare all’evento “IL CAMBI-SERRANI E LE DONNE: GIURISTI A SCUOLA PER L’8 MARZO” e discutere assieme ai ragazzi delle quinte del fenomeno sociale e giuridico della violenza sulle donne e sui soggetti più vulnerabili.

È stato un vero piacere condividere con i ragazzi conoscenze ed esperienze perché per superare e non solo contrastare il fenomeno della violenza sulle donne è assolutamente necessario non limitarsi alla repressione ma investire sull’educazione.

Ringrazio sentitamente la dirigenza dell’istituto Cambi, il corpo docente e la Camera Penale di Ancona per l’invito.

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Partecipazione al corso “Never Again: contro la vittimizzazione secondaria”

Lo Studio Legale Avvocato Alessandro Calogiuri di Ancona nel suo costante percorso di formazione e specializzazione, partecipa al corso di formazione professionale “Never Again: contro la vittimizzazione secondaria“.

Il corso è organizzato nell’ambito del progetto “NEVER AGAIN. Sviluppare un innovativa tecnica di formazione metodologica per prevenire e combattere il rischio di vittimizzazione secondaria di donne vittime di violenza” (“NEVER AGAIN. Developing an innovative training methodology to prevent and combat the risk of secondary victimization of women victims of violence”), finanziato nell’ambito del programma Diritti, Uguaglianza e Cittadinanza dell’Unione Europea.

Il progetto NEVER AGAIN mira a prevenire e combattere i rischi della vittimizzazione secondaria nei casi di violenza contro le donne, in linea con i regolamenti internazionali, europei e nazionali.

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Rapina: in amore l’unica cosa che si può “rubare” è il cuore – Alessandro Calogiuri Avvocato penalista Ancona

Sottrarre con l’uso della forza il cellulare alla propria compagna, o al proprio compagno, è condotta che può legittimamente giustificare una condanna per rapina; non costituisce infatti alcuna idonea giustificazione il fatto che il soggetto abbia agito perché mosso da gelosia e con l’intenzione di vagliare l’effettivo adempimento agli obblighi matrimoniali.

(Corte di Cassazione, sez. II Penale, sentenza n. 8821/21, depositata il 4 marzo)

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Maltrattamenti in famiglia: le dichiarazioni della persona offesa sono fonte di prova idonea a fondare la colpevolezza – Alessandro Calogiuri Avvocato penalista Ancona

Maltrattamenti in famiglia: asserire “è la sua parola contro la mia” non è difesa sufficiente; le dichiarazioni della persona offesa, ove intrinsecamente attendibili, sono fonte di prova idonea a fondare la colpevolezza.

(Cassazione Penale, Sez. III, sentenza 23 novembre 2020 – 25 gennaio 2021, n. 2911)

Spesso da parte di chi è indagato/imputato di reati particolarmente odiosi commessi nel privato del nucleo familiare si sente proferire la classica frase “è la sua parola contro la mia”, come se questo di per sé fosse sufficiente a raggiungere una assoluzione; non si può nascondere poi la circostanza che spesso è proprio tale elementare asserzione che “incatena” le vittime ad una realtà da cui vorrebbero scappare in quanto convinte di non avere speranza data la assenza di prove che spessissimo è connaturata a situazioni delittuose in cui il soggetto agente controlla e limita ogni ambito della vita della vittima impedendogli di fatto di avere contatti con il mondo esterno. Si tratta infatti di reati che quasi mai hanno testimoni o elementi di prova diretta, anche a causa del legame sentimentale tra le parti della vicenda che spesso porta la vittima a sopportare per lungo tempo, sperando in un miglioramento, e a non denunciare o recarsi al pronto soccorso per paura o addirittura per resistenze nell’agire contro un soggetto che, magari, è proprio il padre dei propri figli.

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Maltrattamenti in Famiglia: la legittima reazione della vittima – Alessandro Calogiuri Avvocato penalista Ancona

Ci troviamo in un periodo storico ove a fronte di un generale avanzamento del senso di  uguaglianza ci sono settori dove ancora si fatica a sopire la pressione di “rigurgiti” di antiquate sensibilità. Troppo spesso a fronte di reati che avvengono tra le mura domestiche si ascoltano commenti che invece di stigmatizzare i comportamenti violenti sembrano quasi interrogarsi sulle colpe delle vittime, considerate ree di aver “reagito”.

Situazioni in cui il fuoco dell’attenzione si sposta sui possibili “errori” delle vittime che arrivano così a sentirsi sole ed isolate, quando invece il messaggio che dovrebbe essere condiviso è che nulla può giustificare episodi di stalking e maltrattamenti in famiglia come quelli che riempiono le pagine di cronaca dei nostri giornali; storie di ordinario terrore dove la vittima viene abitualmente perseguitata, isolata e aggredita in ogni ambito della sua vita e, spesso, si trova nell’impossibilità di porre in essere una adeguata reazione difensiva.

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Art. 572 c.p.: Se i maltrattamenti in famiglia continuano dopo la fine della convivenza – Alessandro Calogiuri Avvocato penalista Ancona

L’art. 572 c.p. punisce la reiterazione abituale di comportamenti lesivi dell’integrità fisica e/o morale, della libertà o del decoro della vittima. Il delitto di “maltrattamenti in famiglia” è un delitto c.d. proprio dal momento che può essere commesso solo dal familiare o dal soggetto che sia comunque legato alla vittima da una relazione di “familiarità”.E’ ormai pacifico che nel concetto di famiglia appena richiamato, debba essere ricompresa anche la convivenza more uxorio, nonché “qualunque relazione sentimentale che, per la consuetudine dei rapporti creati, implichi l’insorgenza di vincoli affettivi e aspettative di assistenza assimilabili a quelli tipici della famiglia o della convivenza abituale».

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Maltrattamenti in famiglia: Quando l’esigenza educativa travalica i limiti del penalmente consentito? – Alessandro Calogiuri Avvocato penalista Ancona

La suprema Corte di Cassazione ha chiarito che non è ravvisabile valenza educativa in atti di violenza effettuati da una madre nei confronti della figlia: e pertanto deve ritenersi corretta la condanna per maltrattamenti in famiglia ai sensi dell’art.572 c.p.

La madre ricorreva in Cassazione chiedendo che la sua condotta fosse riqualificata nel meno grave reato di abuso dei mezzi di correzione. Per la Corte però quanto posto in essere esorbita dal concetto di abuso come definito dalla Giurisprudenza di legittimità.

La donna era accusata di ripetute percosse e comportamenti ingiuriosi in danno della figlia tetraplegica, che a causa dei suddetti maltrattamenti era stata ricoverata presso una struttura sanitaria.

L’imputata lamentava che il fatto si sarebbe tutt’al più dovuto considerare come abuso dei mezzi di correzione o di disciplina ex art. 571 c.p. dal momento che la donna affermava di aver agito per indurre la figlia a sottoporsi alla rieducazione fisioterapica.

È del tutto evidente che in ripetute ingiurie e percosse non è dato ravvisare comportamenti obiettivamente dotati una qualche valenza educativa. Infatti la Corte di Cassazione ha confermato il principio ormai maggioritario secondo il quale «il concetto di abuso, richiamato nell’art. 571 c.p., presuppone che di un mezzo di correzione, astrattamente e obiettivamente idoneo alla funzione educativa (e perciò consentito), venga fatto un uso sproporzionato esorbitante rispetto al fine, così da determinare una rottura del nesso funzionale sotteso all’esercizio della potestas corrigendi».

Quindi, ove la condotta, seppur soggettivamente mossa da un (distorto) animus corrigendi, sia caratterizzata da comportamenti abitualmente violenti, vessatori ed umilianti, privi di alcun rilievo educativo, dovrà ritenersi integrato il più grave reato dei maltrattamenti in famiglia previsto dall’art. 572 c.p.

Avv. Alessandro Calogiuri

– Cass. Pen., Sez. VI, n. 50745/17 del 7/11/17

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